Pensa Orizzontale – Luca Loi

Pensa orizzontale

Pensa orizzontale. “Due corpi dotati di massa si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa.” (cit.)

Così nel 1687 Isaac Newtondefiniva ciò contro cui avremmo lottato in ogni Squat, Deadlift, Burpees, Jumping Jacks che avremmo eseguito nei secoli a venire: la Forza di Gravità.

Per essere più chiari, la Gravità è quella forza che rende un peso “pesante” e che impedisce al nostro corpo di spiccare il volo a ogni passo che facciamo.

Possiamo quindi affermare con assoluta certezza che, qualunque movimento facciamo, ci stiamo allenando a opporci alla Forza di Gravità. Ecco quindi che gli sperati risultati giungono a noi grazie all’eterna lotta contro la teoria di Newton.

Non serve che io specifichi che ci sono anche altre  forze che vengono tirate in ballo durante un allenamento(f. d’inerzia, f. centrifuga, ecc). Ma la regina onnipresente resta sempre lei: la Gravità. Ci opponiamo quindi a qualcosa che esercita la sua spinta in modo verticale, dall’alto verso il basso.

Che succederebbe, però, se aggiungessimo all’esecuzione di un esercizio un disturbo trasversale?

Me lo domandai anni fa nel bel mezzo di una formazione. Stavo eseguendo dei semplici esercizi a corpo libero, a cui era stata  aggiunta una trazione laterale grazie ad una resistenza elastica.

Wow!

Iniziai a guardare i movimenti da un punto di vista “orizzontale”.

E allora via con affondi  e ogni altro tipo di esercizio classico “disturbaticon elastici di varie forme e resistenze su ogni piano possibile. Ecco che le catene anteriore/posteriore/crociata iniziano a lavorare in maniera più attiva.

Ma poi sono giunti i primi problemi. Quel maledetto elastico era scomodo da usare e, quando maldestramente mi scappava di mano durante l’esecuzione di esercizi un po’ più complicati (provate a eseguire dei Burpees tenendo in mano il capo di una loop band), la gente intorno a me sentiva il fischio della morte saettargli vicino.

Un giorno mi trovai tra le mani un attrezzo che senza alcun compromesso risolveva ogni problematica: il REVORING.

È facile intuire come ciò sia possibile, trattandosi di una catena composta di 14 anelli elastici.

Iniziai a provare di tutto con “disturbi trasversali”su ogni piano e a ogni livello. Dal divertirmi al comprendere quanti e quali vantaggi questo attrezzo potesse dare nell’allenare i miei allievi/atleti, il passo è stato breve.

Ora posso richiedere al mio allievo di stabilizzare settori specifici contro la resistenza del REVORING in qualsiasi esercizio della nostra routine. REVORING è risultato essere un upgrade anche in caso di allenamenti specifici per lo sport in quanto mi permette di eseguire movimenti “disturbati” che si avvicinino il più possibile al gesto atletico richiesto dalla disciplina in questione.

REVORING è quella soluzione che mi permette di aggiungere senza togliere.

Per meglio comprendere ciò che intendo, provate a eseguire un OH Back Lunge in posizione Back con REVORING….(poi provatelo anche nella versione Jump).