Preparati all’estate tonificando i Glutei con Revoring

Tonificare i Glutei con Revoring

Revoring a Rimini wellness

Gli uccellini cinguettano, le margherite ricoprono i prati e i pollini svolazzano nell’aria. La primavera è già qui, e questo significa solo una cosa: l’estate è alle porte. Siete pronte ad affrontare la prova costume o l’idea vi terrorizza? Non fatevi spaventare e preparatevi al meglio con un workout intenso per lato B da urlo in vista della bella stagione. Preparati con Revoring.

Vediamo insieme un circuito studiato per tonificare i glutei con Revoring.
Il circuito è diviso in 3 blocchi e ogni blocco prevede 3 serie da 10 ripetizioni per ogni esercizio.

Blocco1


Ancora Revoring Medium ad una altezza media di fronte a te, afferra le due estremità facendo attenzione a mantenere il Revoring in tensione, ed esegui i seguenti esercizi:

  • Squat Jump: posizionati a gambe divaricate e scendi in posizione di squat portando i femorali paralleli al suolo; ora distendi le gambe compiendo un salto esplosivo e atterra di nuovo in posizione di squat.
  • Back Lunge: fai un passo indietro con il piede destro compiendo un affondo. Attenzione a formare due angoli di 90° con le ginocchia. Torna alla posizione di partenza ed esegui lo stesso esercizio con l’altra gamba.
  • Squat walk: in posizione di squat ed esegui 4 passi indietro e 4 passi avanti. Fai attenzione a mantenere attivi i muscoli del core.
Rimini wellness con Revoring

Blocco 2

Utilizza Revoring Lite a corpo libero infilandolo nelle caviglie e inizia subito questi esercizi.

  • Slancio posteriore DX: posizionati in piedi con le gambe unite, porta indietro la gamba destra tesa e fai attenzione a contrarre il gluteo il più possibile.
  • Slancio laterale DX: posizionati in piedi con le gambe unite, ora slancia la gamba destra tesa lateralmente.
  • Side step squat DX: parti da posizione eretta con i piedi uniti, fai un passo laterale con il piede destro ed esegui contemporaneamente uno squat. Riportati in posizione eretta con i piedi uniti
Revoring in fiera

Blocco 3

Nel blocco 3 esegui gli stessi esercizi del blocco 2, utilizzando la gamba opposta.

  • Slancio posteriore SN: posizionati in piedi con le gambe unite, porta indietro la gamba sinistra tesa e fai attenzione a contrarre il gluteo il più possibile.
  • Slancio laterale SN: posizionati in piedi con le gambe unite, ora slancia la gamba sinistra tesa lateralmente.
  • Side step squat SN: parti da posizione eretta con i piedi uniti, fai un passo laterale con il piede sinistro ed esegui contemporaneamente uno squat; riportati in posizione eretta con i piedi uniti

Revoring, un’ancora di salvezza

Revoring, un’ancora di salvezza

Quando una persona inizia ad allenarsi sa perfettamente che potrà controllare un attrezzo solo in determinati modi e difficilmente potrà trovare espedienti diversi, a meno che non gli vengano scellerate idee che di tanto in tanto si vedono nelle palestre.

Pensiamo ad esempio al bilanciere: il modo più semplice di utilizzarlo è afferrarlo con le mani o appoggiarlo sulle spalle per un front squat. Pensiamo ad una power bag: possiamo al massimo ancorare i piedi alle maniglie per creare un carico in un esercizio come il floor pull. La Kettlebell, invece, è vincolata all’uso delle sole mani.

E il Revoring?

Sono rimasto affascinato da una delle fantastiche caratteristiche di questa catena elastica di 14 anelli, ossia il fatto che può essere ancorata a qualsiasi parte del corpo: mano, polso, gomito, spalla, vita, coscia, ginocchio, caviglia o anche al piede per un lavoro free. Tutto ciò è di fondamentale importanza perché ogni presa può stimolare il nostro sistema nervoso a trovare nuovi adattamenti al movimento e permette di attivare maggiormente o rilassare alcune parti del corpo nell’esecuzione di un esercizio. Inoltre, cosa di non poco conto per noi trainer, permette di inventare un numero infinito di nuovi workout e quindi di non rendere mai monotono un allenamento per i nostri allievi.

Alla luce di quanto detto in precedenza, potrei definire il Revoring come un’ancora di salvezza alla quale potersi agganciare in qualsiasi modo, nella massima sicurezza, divertendosi ed allo stesso tempo raggiungendo grandi risultati in termini prestativi ed anche “psicologici” perché ci offre l’opportunità di uscire dalla comfort zone dell’allenamento per entrare in un mondo infinito di possibilità.

Salvatore Lauro

Personal & Functional Trainer

Pensa Orizzontale – Luca Loi

Pensa orizzontale – Luca Loi

“Due corpi dotati di massa si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa.” (cit.)

Così nel 1687 Isaac Newtondefiniva ciò contro cui avremmo lottato in ogni Squat, Deadlift, Burpees, Jumping Jacks che avremmo eseguito nei secoli a venire: la Forza di Gravità.

Per essere più chiari, la Gravità è quella forza che rende un peso “pesante” e che impedisce al nostro corpo di spiccare il volo a ogni passo che facciamo.

Possiamo quindi affermare con assoluta certezza che, qualunque movimento facciamo, ci stiamo allenando a opporci alla Forza di Gravità. Ecco quindi che gli sperati risultati giungono a noi grazie all’eterna lotta contro la teoria di Newton.

Non serve che io specifichi che ci sono anche altre  forze che vengono tirate in ballo durante un allenamento(f. d’inerzia, f. centrifuga, ecc). Ma la regina onnipresente resta sempre lei: la Gravità. Ci opponiamo quindi a qualcosa che esercita la sua spinta in modo verticale, dall’alto verso il basso.

Che succederebbe, però, se aggiungessimo all’esecuzione di un esercizio un disturbo trasversale?

Me lo domandai anni fa nel bel mezzo di una formazione. Stavo eseguendo dei semplici esercizi a corpo libero, a cui era stata  aggiunta una trazione laterale grazie ad una resistenza elastica.

Wow!

Iniziai a guardare i movimenti da un punto di vista “orizzontale”.

E allora via con affondi  e ogni altro tipo di esercizio classico “disturbaticon elastici di varie forme e resistenze su ogni piano possibile. Ecco che le catene anteriore/posteriore/crociata iniziano a lavorare in maniera più attiva.

Ma poi sono giunti i primi problemi. Quel maledetto elastico era scomodo da usare e, quando maldestramente mi scappava di mano durante l’esecuzione di esercizi un po’ più complicati (provate a eseguire dei Burpees tenendo in mano il capo di una loop band), la gente intorno a me sentiva il fischio della morte saettargli vicino.

Un giorno mi trovai tra le mani un attrezzo che senza alcun compromesso risolveva ogni problematica: il REVORING.

È facile intuire come ciò sia possibile, trattandosi di una catena composta di 14 anelli elastici.

Iniziai a provare di tutto con “disturbi trasversali”su ogni piano e a ogni livello. Dal divertirmi al comprendere quanti e quali vantaggi questo attrezzo potesse dare nell’allenare i miei allievi/atleti, il passo è stato breve.

Ora posso richiedere al mio allievo di stabilizzare settori specifici contro la resistenza del REVORING in qualsiasi esercizio della nostra routine. REVORING è risultato essere un upgrade anche in caso di allenamenti specifici per lo sport in quanto mi permette di eseguire movimenti “disturbati” che si avvicinino il più possibile al gesto atletico richiesto dalla disciplina in questione.

REVORING è quella soluzione che mi permette di aggiungere senza togliere.

Per meglio comprendere ciò che intendo, provate a eseguire un OH Back Lunge in posizione Back con REVORING….(poi provatelo anche nella versione Jump).

Personal Training

Personal Training con Francesco Locci

Seduta di Personal Training con Revoring – Trainer Francesco Locci

Da qualche tempo ho cominciato a utilizzare il REVORING sia per gli allenamenti in Small Group che per le sedute di Personal Training.

Questa mattina avevo una seduta con Lisa e abbiamo effettuato una sessione di lavoro dedicata alle gambe ed alla parte superiore del corpo.

Nel primo esercizio per le gambe, il REVORING è stato utilizzato come strumento di “disturbo”. In particolare, Lisa, che doveva effettuare un SINGLE FRONT LUNGE, con una Kettlebell, ha tenuto il REVORING con il braccio libero al fine di aumentare la destabilizzazione del corpo. In questo la seduta di Personal Training in modo ha concentrato il lavoro sia sulla parte centrale, il CORE, che sulla corretta esecuzione dell’esercizio. Il REVORING è stato utilizzato in tre diverse posizioni per ottenere tre diversi stimoli del sistema nervoso centrale.

Il secondo esercizio per le gambe si è concentrato sul lavoro dei BICIPITI FEMORALI. In particolare, abbiamo effettuato un REVERSE CURL con schiena a terra e talloni inseriti all’interno degli anelli del REVORING. Anche in questo caso, l’utilizzo della Kettlebell e la modalità alternata dell’esercizio ha reso più o meno intenso il movimento.

Per quanto riguarda il lavoro sulla parte superiore, ci siamo concentrati sulla parte posteriore della schiena, sui deltoidi e sulle braccia.

Attaccato il REVORING a una barra per trazioni, Lisa dapprima ha effettuato una remata con entrambe le braccia tenendo le due estremità dell’elastico, poi, alternando le stesse e mantenendo la contrazione isometrica, le ha allargate prima verso destra e poi verso sinistra.

TRICIPITI e BICIPITI.

Per quanto riguarda i tricipiti, con il REVORING mantenuto in posizione alta, è stato effettuato un FRONT PRESS. Abbiamo utilizzato anche una loop band all’altezza delle ginocchia per aumentare la concentrazione di lavoro sia sul CORE che sulle gambe.

Il secondo esercizio di Personal Training ha previsto il REVORING in posizione intermedia e ha coinvolto i BICIPITI effettuando dei CURL con entrambe le braccia e successivamente con un braccio alla volta. Abbiamo terminato la sessione con una PEAK CONTRACTION: Lisa in questo caso era seduta su di una GYM BALL.

Revoring, quando la curiosità diventa passione – Salvatore Lauro

Revoring, quando la curiosità diventa passione – Salvatore Lauro

A tutti noi nel corso della vita capita di imbattersi in qualcosa che risveglia la nostra curiosità e in qualche modo stimola la nostra voglia di conoscenza, soprattutto nel mondo social di oggi che produce migliaia di stimoli ogni giorno. Proprio navigando sul web mi sono imbattuto in quello che considero uno degli attrezzi più versatili e utili per un Personal Trainer e per i suoi allievi: il Revoring.

Così ho deciso: quella catena di 14 anelli elastici doveva essere mia!Il primo passo è stato iscrivermi al corso della Revoring Academy: proprio tramite le due giornate di formazione, ho potuto apprezzare tutte quelle sensazioni e quelle qualità che avevo letto sul sito.

A partire dall’eccellente fattezza dell’attrezzo (disponibile in 3 tipologie di resistenze), dalla sua straordinaria versatilità (diverse prese e diverse altezze di aggancio) e dalla sua adattabilità: revoring infatti può essere usato da qualunque persona, che sia un atleta, un sedentario, un anziano o un bambino.

Durante il corso è stata fondamentale la capacità didattica del master trainer Luca Loi che non solo ha raccontato in modo esaustivo il metodo Revoring, ma ha anche infuso in me e negli altri partecipanti la passione e la dedizione che animano questo innovativo concept di allenamento.

Oggi, dopo circa 9 mesi dal conseguimento della certificazione e numerosi workout sulle mie spalle e su quelle dei miei allievi, posso dire di apprezzare ancor di più le straordinarie qualità di questo attrezzo. Ora comprendo appieno il suo slogan “One Infinite Trainings”, perché non c’è cosa più bella per un Trainer che aver tra le mani una miriade di possibilità di allenamento comodamente racchiuse in una sacca. Così questa storia nata per semplice curiosità è diventata una passione che potrete scoprire maggiormente nel corso dei prossimi articoli.

Salvatore Lauro

Personal &Functional Trainer

Metodi a confronto: Revoring vs Pilates di Alessandro Iannucci

Metodi a confronto: Revoring vs Pilates

Pilates con Revoring

Da circa 25 anni  lavoro nel mondo del Fitness. Ho insegnato e insegno tuttora molteplici attività, come Arti Marziali, Fitness Musicale, Funzionale, e ultimamente sono orientato più sulle attività olistiche tra cui lo Yoga, il Pilates Matwork e il Pilates Reformer. Utilizzando il Revoring negli allenamenti Personal con alcuni clienti ho avuto modo di sperimentare l’applicazione del Revoring negli esercizi Pilates e ho trovato una grande analogia con i principi fondamentali di questa disciplina.

Prima di passare a spiegare nel dettaglio perché utilizzare il Revoring nelle attività olistiche voglio riportare i  principi del metodo Pilates e poi spiegarli nel dettaglio per far capire meglio l’applicabilità del Revoring con i principi fondamentali del Metodo Pilates e i suoi benefici.

I Principi fondamentali del metodo Pilates:

  1. Concentrazione;
  2. Controllo;
  3. Baricentro;
  4. Fluidità del movimento;
  5. Precisione;
  6. Respirazione.

Ho potuto constatare, grazie all’esperienza maturata sul campo anche come Formatore del metodo Pilates, che con il Revoring Light o Medium ancorato in basso (anchor Low), date le sue infine possibilità di utilizzo, di intensità variabili e di impugnature, posso eseguire molti esercizi che di solito svolgo sul macchinario Reformer.

Revoring e pilates

Partendo dai principi del Pilates vi spiegherò l’infinità degli usi del Revoring e l’affinità tra i due metodi. Andiamo per ordine.

La Concentrazione:  è fondamentale affinché si possano eseguire correttamente gli esercizi richiesti e per prestare attenzione ad ogni movimento. Utilizzando il Revoring, con la sua tensione costante e modulabile, ogni parte del corpo diventa importante e parte integrante dell’esercizio perciò nulla può essere lasciato al caso o ignorato. La concentrazione è sempre richiesta nell’eseguire gli esercizi e non si esaurisce nel movimento stesso, ma è estesa a tutto il corpo. Questo è molto importante nel prendere coscienza della propria postura durante l’esecuzione dell’esercizio e, in questo, il Revoring la esprime al massimo.

Il Controllo: muoversi senza controllo può provocare infortuni, ecco perché questo principio è importante. È necessario esercitarlo non solo sull’articolazione interessata dall’esercizio che si sta eseguendo, ma anche, contemporaneamente, sulla posizione della testa, del collo, degli arti superiori, delle spalle, della schiena, del bacino e degli arti inferiori. Il Revoring, con la sua linea di tensione sempre attiva verso il punto di ancoraggio, in qualsiasi momento dell’esercizio ci costringe ad avere il pieno controllo del nostro corpo e a non essere esclusivamente al servizio di esso bensì parte integrante di esso.

Il Baricentro (Core Control/Power House): è il fulcro della  disciplina Pilates. J.H. Pilates definiva la “Powerhouse” (casa della forza)  l’area compresa tra la parte finale della cassa toracica e il bacino. Tale area comprende in una visione frontale i retti addominali, gli obliqui e i trasversi, mentre posteriormente coinvolge il gran dorsale, i quadrati dei lombi, i glutei, i multifidi, i spinali, il pavimento pelvico, ecc… La postura corretta viene creata dal rafforzamento e soprattutto da un equilibrio dei muscoli dell’area  della “Powerhouse”. Il Revoring nelle varie posizioni (front-back-semilateral-lateral), per mantenere una postura corretta per tutto l’arco del movimento su ogni esercizio, ci porta ad attivare sempre  i muscoli del Core anteriori, posteriori e laterali. Questo avviene grazie alla forza dinamica che viene applicata ad ogni esercizio che solo la resistenza elastica ci può dare. Tale meccanismo si innesca nel momento in cui, aumentando la forza dinamica applicata alla resistenza elastica lineare, che solo il Revoring ci può dare, aumenta la linea di tensione che tira verso il punto di ancoraggio. Quindi, in questo caso, i muscoli del Core controlaterali al punto di ancoraggio devono attivarsi di più per mantenere una postura corretta.

Pilates Revoring

La Fluidità del movimento: nessun movimento deve essere eseguito in modo rigido e contratto, così come non deve essere né troppo rapido né troppo lento. Nel movimento ci deve essere armonia, grazia e fluidità unita al controllo del movimento stesso. Il Revoring, grazie alla sua resistenza  auxotonica ( man mano che allungo il Revoring la resistenza aumenta e man mano che accorcio il Revoring la resistenza diminuisce), ci permette di avere un perfetto controllo del movimento e questo non può che renderci il movimento fluido, senza scatti, senza strappi iniziali, e questo non può che essere salutare per le nostre articolazioni.

La Precisione: èun altro aspetto fondamentale che deriva dal controllo, dalla fluidità dei movimenti, dall’attivazione del Core. Tutto ci viene dato dal bilanciamento del tono delle varie regioni muscolari, che si traduce, nella vita di tutti i giorni, nella grazia ed economia di ogni movimento. Il Revoring, nelle sue infinite modalità di applicazione, con la sua resistenza variabile, con i cambi di impugnatura, ci consente di farli in tempi rapidi e immediati, nonché di mantenere la precisione negli esercizi di Pilates e sopratutto l’armonia del  movimento stesso.

La Respirazione: inspirazione ed espirazione, fluide e complete, sono parte integrante di ogni esercizio e non solo del Pilates. La respirazione deve essere correttamente coordinata con i movimenti, ma non deve essere assolutamente sincronizzata al movimento. Per questo ogni esercizio del Pilates eseguito con il Revoring è accompagnato da precise indicazioni per una corretta respirazione, ma si può anche lasciare libero il respiro, per evitare di compromettere l’esecuzione dell’esercizio.

In questo mio primo articolo  ho voluto spiegare la perfetta analogia dei principi del Pilates con i benefici del Revoring, ma nei prossimi articoli vi porterò esempi pratici di esercizi di Pilates eseguiti con il Revoring.

In conclusione posso dire che il Revoring è assolutamente un attrezzo versatile e applicabile in qualsiasi disciplina e la cosa più importante è che ci da libertà di movimento. Questo non può che significare una cosa sola: rispetto per proprio corpo.

“Revoring One Infinite Training” – “ Revoring Free Motion”.

Alessandro Iannucci

La testimonianza di Francesco Locci, personal trainer di Pisa

La testimonianza di Francesco Locci, personal trainer di Pisa.

Ho conosciuto il REVORING circa due anni fa, alla Fiera del Fitness di Rimini e quelle strane catene elastiche, mi hanno incuriosito.

L’anno scorso sono tornato alla Fiera del Fitness ed ho avuto modo di fare alcuni esercizi dimostrativi con il REVORING .

Faccio presente che sono uno che di allenamento funzionale ne mastica abbastanza, perché è diventato il centro dei miei allenamenti quotidiani sia singoli, small group o con più persone, per cui TRX, Kettlebell, Sandbag, RIP TRAINER  e tutto ciò che mi circonda ero abituato ad usarlo.

A novembre 2018 dopo il 2° livello di certificazione con la Functional Training School di Guido Bruscia, ho avuto modo di comprare il REVORING direttamente dalla casa madre.

 Puf la mia mente si è illuminata ancora di più e ho cominciato ad usare il REVORING quasi in ogni mio allenamento.  io ho acquistato il modello MEDIUM per le mie caratteristiche fisiche e mi sto divertendo tantissimo.

Revoring Kwell Fitness allenando il petto.

Pubblicato da Francesco Locci su Domenica 2 dicembre 2018

L’utilizzo è estremamente facile perché ricorda gli esercizi con il TRX ed il RIP TRAINER ma la caratteristica principale che ho riscontrato è un forte ed incredibile lavoro sul CORE, NON esiste praticamente un esercizio dove non senti “lavorare” a fondo l’addome.

Con il REVORING hai la possibilità di lavorare sia a corpo libero cioè senza averlo agganciato da alcuna parte, oppure puoi agganciarlo sia a terra sia a livello orizzontale, oppure sopra la testa e questo fa di questo attrezzo un utilizzo ancora maggiore a 360°.

Il fatto poi di poterlo utilizzare diviso a metà o su una linea intera di 14 anelli di permette di fare molteplici esercizi adatti a tutti i tipi di fisici.

Personalmente trovo molto interessante il lavoro sul petto sul dorso e sulle spalle ma con la possibilità di lavorare in maniera unilaterale anche sulle gambe non si scherza.

Divertenti ed allenanti sono anche gli esercizi dinamici quali salti, mountain climber e torsioni che grazie alle varie prese istantanee sono ogni volta sempre più motivanti da fare.

Sinceramente lo trovo un OTTIMO attrezzo che si inserisce assolutamente BENE nel mondo del fitness FUNZIONALE.

Quando trovi giornate come questa..Quando stai bene con te stesso…nulla ti può impedire di allenarti ..utilizzando il Revoring e il corpo libero

Pubblicato da Francesco Locci su Lunedì 14 gennaio 2019

A presto

France PT

Bianca, raccontaci la tua esperienza con Revoring.

Bianca, raccontaci la tua esperienza con Revoring.

Trovare le parole per poter esprimere con chiarezza quello che ho provato il giorno che mi è stato presentato Revoring non è facile. Sono stata travolta dalla passione ma cercherò comunque di trasmettere la mia esperienza e le mie emozioni, certa che chi mi leggerà svilupperà il desiderio di provare Revoring.

Il 21 gennaio 2017 conobbi Revoring. Ne compresi subito il cambiamento, l’evoluzione. Cominciai ad utilizzarlo e con il passare del tempo capii che volevo di più: volevo trasmettere a tutti, far vivere a tutti le stesse emozioni e la stessa sensazione di benessere apportata dall’allenamento con Revoring.

Iniziai così a collaborare con il Team dei Master Trainer Revoring alla stesura del manuale scientifico, oggetto di studio durante i corsi di formazione di Revoring. Lavorare con altri professionisti con passione e dedizione fu per me gioia e felicità.

In quel momento mi resi conto che non avrei più potuto farne a meno, non solo per l’esperienza di intensi weekend di lavoro, ma anche per il tempo passato assieme a persone straordinarie con le quali voglio continuare a collaborare anche negli anni a venire.

Emozionata, concludo lasciandovi con questo augurio: “Al lavoro ,dunque. Alla ricerca prima di tutto di  uno stile corretto e poi di uno stile efficace. Revoring. One, infinite trainings”.

Mini Class con Revoring Free

Mini Class con Revoring ancoraggio Free ‼Grazie alla nostra trainer Bianca Bercea 🙏#cesenainwellness

Pubblicato da Revoring su Giovedì 27 settembre 2018

Un Plank senza fine di Luca Loi

Un Plank senza fine.

Molto spesso mentre mi alleno e mentre alleno i miei allievi con Revoring, mi rendo conto che molti esercizi svolti con questo attrezzo sono facilmente confrontabili con l’esecuzione di un plank.

Anche se tutti sanno cos’è un Plank, solo pochi ne capiscono il reale impatto sul nostro corpo. Non di rado si pensa al Plank come un mero esercizio per gli “addominali”: in realtà, a mio avviso, è forse l’esercizio che, insieme alle sue molteplici varianti dinamiche, meglio si appresta ad allenare la reale funzione del CORE.

Eseguendo un over-head squat in front o back position con Revoring, mi viene subito in mente uno squat eseguito contemporaneamente a un Reverse Plank e un Plank classico. E se pensiamo a un Over-head squat in posizione lateral con Revoring? Se non riuscite a immaginare il risultato, dovete assolutamente provarlo.

Il vantaggio dell’uso di Revoring è quello di poter modulare la forza espressa grazie alla sua resistenza elastica e al numero di anelli che decidiamo di utilizzare in base alle nostre necessità. Tutto questo sarebbe impossibile da ottenere con il semplice peso del corpo. Inoltre con Revoring si riduce il potenziale rischio per la nostra colonna vertebrale.

La potenzialità e le infinite possibilità che offre Revoring, insieme a tutti i vantaggi che comporta, mi permettono di far allenare il CORE in maniera efficace ad anziani, persone in sovrappeso e persone poco allenate. Ma Revoring mi dà anche l’opportunità di allenare persone in forma e ben allenate, come me stesso, quando voglio aiutare il lavoro della zona lombare, che viene abusata molto di frequente.

L’interessamento del CORE è una costante dell’allenamento con Revoring: qualunque tipo di movimento si decida di eseguire e in qualunque Position o Hooking, il nostro core risulterà sempre attivo. Una caratteristica non di poca importanza, se si pensa agli innumerevoli esercizi che ci consente di eseguire questa innovativa catena di anelli elastici.

Buon allenamento.

Luca Loi

INTERVISTA A EMANUELE GOLLINUCCI

INTERVISTA A EMANUELE GOLLINUCCI
Esperto di allenamento funzionale e proprietario di centri Fitness.

Ciao Emanuele, raccontaci un po’ come nasce la tua storia.

Era il 2010 quando da giovane appassionato di allenamento decido di intraprendere la via del lavoro in proprio, diventando così un “imprenditore”, un termine che ancora non sento mio, ma che in tanti mi attribuiscono.

Proprio nel 2010,  quando apro il mio primo centro di allenamento FTStudio, io e la mia collega decidiamo di affidarci alle aziende del nostro territorio, e nello specifico ci avviciniamo a Kwell, un’impresa con esperienza trentennale ma al contempo innovativa e dal team giovane.

Perché hai scelto Kwell come partner per il tuo studio?

Noi e Kwell condividiamo la stessa idea di fitness: entrambi concepiamo l’allenamento come qualcosa di più vicino all’aspetto sportivo e funzionale, che si distanzia da ciò che tutte le palestre proponevano, ovvero il body building – Wellness. Così, dopo aver conosciuto l’azienda, intraprendiamo insieme un’avventura unica: a Cesena nasce FTStudio.

Che cosa differenzia FTStudio dagli altri centri?

FTStudio è uno tra i primi centri in Italia dedicati interamente all’allenamento funzionale. Nel 2016 si allarga di 100 Mq e, grazie all’aiuto di Kwell, diventa il primo centro in Italia a proporre un nuovo concetto di allenamento: un tappeto multimediale che permette di allenare i riflessi, la coordinazione e l’aspetto neuronale. Insomma l’ideale per atleti di alto livello, come quelli che negli anni hanno scelto FTStudio per allenarsi:

Paola Cardullo (libero nazionale italiana pallavolo)

Lorenzo Savadori (pilota SBK)

Gianluca Casadei (campione italiano Beach Volley)

Paolo Ficosecco (campione italiano Beach Volley)

Marco Caminati (campione italiano Beach Volley)

Alex Ranghieri (olimpionico di Beach Volley)

Martina Facciani (Campionessa Italiana di Maratona)

Luka Kranic (calcio)

Romagna Rugby RFC

Qual è stato il passo successivo dopo FTStudio?

Con il passare degli anni, FTStudio continuava a crescere, quindi abbiamo deciso di aprire un nuovo centro continuando la nostra collaborazione con Kwell, e aprendo un altro centro, questa volta all’interno dell’hotel Casali. Così nel 2013 nasce I LOVE PERSONAL.

E che progetti hai per il futuro?

Ora, nel 2019, ci apprestiamo a vivere una nuova sfida: aprire un nuovo centro interamente dedicato al nostro metodo di TRIFIT.

Spiegaci meglio che cos’è il metodo TRIFIT.

TRIFIT è un allenamento di gruppo, che prevede però una personalizzazione per ogni partecipante.

Infatti, nonostante il lavoro si svolga in gruppo,  ogni allievo seguirà un allenamento su misura per lui/lei in base a diversi fattori personali:

  • livello di allenamento,
  • eventuali problemi fisici,
  • obiettivi da raggiungere.

Come sei riuscito a realizzare un’idea ambiziosa come quella di progettare un allenamento personalizzabile per ogni singolo utente?

Per riuscire in questa impresa, era necessario assicurarsi che ogni allievo avesse uno spazio di allenamento dedicato, attrezzato ma non ingombrante, e ancora una volta abbiamo deciso di appoggiarci a Kwell che, con due idee semplici ma funzionali e di design, ha risolto i nostri problemi di spazio e ha reso possibile la realizzazione di questo nuovo sistema di allenamento.

Quali sono queste idee?

MEKKANO e IRON BENCH, due attrezzi che permettono di creare un centro fitness ben attrezzato in pochi metri quadrati. Infatti, MEKKANO e IRON BENCH rappresentano due soluzioni innovative in ambito funzionale perché si trasformano in attrezzi multifunzionali grazie ai diversi agganci e accessori, tra cui l’innovativo REVORING. A mio parere MEKKANO e IRON BENCH segnano un punto di svolta per tutti quei centri che vogliono allenare in maniera funzionale e in totale sicurezza ma non dispongono di grandi spazi.

Perché hai definito REVORING innovativo?

REVORING è la vera novità del fitness, l’accessorio che unito a MEKKANO e IRON BENCH rende possibile pensare a un allenamento diversificato e personalizzato per ogni singolo utente. Revoring è una vera rivoluzione: si tratta di una catena composta da 14 anelli elastici rivestiti in robusta cordura, uno strumento che permette di compiere movimenti a 360° e un’infinità di esercizi.

Che cosa rende TRIFIT un metodo di allenamento unico e valido?

Il metodo TRIFIT ci permette di prestare la massima attenzione a ogni persona che alleniamo, senza mettere un allievo su una macchina allenante vincolata, ma utilizzando l’allenamento funzionale e la personalizzazione come armi per rimettersi o rimanere in forma, riscoprendo i benefici dell’attività fisica e non rinunciando al divertimento e all’energia del gruppo.

Qual è l’obiettivo del nuovo centro?

L’obiettivo di questa nuova avventura intrapresa con Kwell è quello di portare i nostri allievi a raggiungere risultati concreti in un  nuovo ambiente accogliente e professionale, grazie anche alle pavimentazioni di PAVIGYM, produttore di pavimenti in gomma vergine che non agenti nocivi, non emettono cattivi odori, facili da pulire, piacevoli al tatto e durevoli.

A quando l’apertura?

Ora siamo pronti a partire! Dal 18 febbraio ci troverete a Gambettola in Via del Lavoro 10.

TRIFIT GAMBETTOLA vi aspetta per una prova gratuita.